Sono passati nove mesi

Esattamente nove mesi dopo l’uscita di ‘Uno Scherzo Perfetto’ siamo finalmente pronti per annunciare l’uscita di un nuovo singolo. Finalmente.

Sono cambiate un po’ di cose, abbiamo fatto tante esperienze, tanti incontri, che ci hanno cambiato. E quando si cambia, la prima cosa a trasformarsi è la musica. Le canzoni in fondo sono solo delle istantanee, che bloccano il tempo e fissano momenti in continua evoluzione. E sono le canzoni più di ogni altra cosa a rappresentare la nostra irreversibile evoluzione.

Questa canzone in particolare può esprimere al meglio il nostro cambiamento: l’abbiamo vista nascere dal nulla, quando il gruppo così com’è oggi ancora non esisteva, e ha continuato a camminarci accanto, un po’ zoppicante e insicura, finché una serie (fortunata) di eventi ci ha portato a inciderla. La serie di eventi potremmo chiamarla per brevità ‘Area Sanremo’, e forse sapete già dove ci ha portati, questa canzone.

È stato bellissimo, e siamo sicuri che la registrazione sia riuscita a cogliere al meglio tutto ciò che abbiamo voluto metterci dentro, il nostro percorso, ciò che abbiamo passato, dove siamo stati, ma soprattutto dove vogliamo andare.
E lì vorremmo che voi veniste con noi.

A prestissimo,
Billies

Siamo stati a Sanremo

Siamo stati a Sanremo, no, tranquilli, non in vacanza (anche perché ora come ora non possiamo permettercelo).

Abbiamo partecipato al concorso “Area Sanremo”, organizzato ogni anno dal comune di Sanremo, che porta due artisti al Festival. Forse vi starete chiedendo “Una band come i Billies tenta di partecipare al Festival?!”. Beh, in realtà è una domanda che ci siamo posti anche noi quando Michele ha avanzato questa proposta. Senza riserve e con la giusta dose di inconsapevolezza tutti quanti accettammo di procedere e da allora è stato tutto un susseguirsi di incontri giusti al momento giusto.

È sempre Michele a chiedere aiuto a Nancy Pepe, esperta vocal coach, spiegandole la nostra volontà e lei, senza esitare, ci mette in contatto con una persona incredibile, un uomo per cui ogni aggettivo risulterebbe superfluo nel descrivere la sua professionalità e soprattutto la sua disponibilità: Gianni Colonna, chitarrista, produttore, fonico, arrangiatore, videomaker e molto altro ancora. Spieghiamo anche a lui la nostra idea e immediatamente ci invita per una prima audizione.
Passeranno pochissimi giorni e lui, oltre ad aver scelto il nostro pezzo inedito da portare alle audizioni ci dà diversi suggerimenti per la produzione della canzone. In meno di un mese abbiamo messo su un brano del tutto nuovo, inaspettatamente diverso da tutto ciò che avevamo prodotto fino ad allora ma incredibilmente rispettoso dei nostri stili musicali.

Finalmente ci iscriviamo al concorso (saremo i primi in assoluto a iscriversi) e partiamo per Sanremo per le audizioni della fase eliminatoria. Nessuna pretesa, anzi, partiamo già sconfitti, visto il gran numero di iscritti e la nostra poca esperienza alle spalle nell’ambiente.

Invece non va come ci aspettavamo, non va come nessuno si aspettava. Arrivati a Sanremo ci troviamo immersi in un’atmosfera totalmente nuova, sentiamo di essere finalmente soli con noi stessi, con la nostra musica, ad affrontare il mondo della musica. E l’audizione va bene. Siamo in finale. C’erano più di 700 persone e ne restano solo 65, e noi siamo tra quelli che restano. Siamo così contenti che cominciamo a sognare, ma non c’è tempo, c’è tutto da fare e non c’è tempo, bisogna restare coi piedi per terra, non abbiamo ancora fatto niente.

La finale è nel Teatro del Casinò di Sanremo, un luogo che intimorisce, sacro a modo suo, dove si sente tutto il peso delle persone che hanno calcato il palcoscenico prima di noi.
E la finale va di nuovo bene, siamo emozionatissimi, siamo ancora più contenti e quasi ci speriamo, perché no. Invece è no.

Abbiamo perso. Ne sono passati otto, e tra quegli otto non c’eravamo. È una sconfitta, forse, dovrebbe esserlo, ma non riusciamo a sentirlo. È stato così bello che non riusciamo a percepirla come una sconfitta. È stato bello stare insieme, contare solo su di noi, suonare, provare, lavorare tutti i giorni con un unico obiettivo in testa. Non ci era mai capitato di vivere per la musica con così tanta intensità. E di questa intensità vogliamo continuare a vivere. Vorremmo raccontarvela, vorremmo farvi capire tutto quello che abbiamo ricevuto da questa esperienza. Ma lasciamo che sia la musica stessa a parlare. A presto.

Billies

Cosa saremmo senza la musica?

A volte stentiamo a credere in noi, alle nostre capacità, seppur non ancora alle stelle, alle nostre innumerevoli idee e ai molteplici progetti che abbiamo in mente, ma una cosa è certa: non abbiamo mai smesso di credere nella musica, nell’amicizia, nel coraggio di mettersi in gioco.

I Billies sono tornati in studio.